BIOGRAFIA

Nata a Trento 1l 17 aprile 1950. Si è diplomata presso l’Istituto d’arte Alessandro Vittoria di Trento. . Dopo aver saltuariamente lavorato in alcuni uffici pubblici, avendo superato un corso abilitante all’insegnamento di Educazione artistica ha preferito dedicarsi all’insegnamento nelle scuole medie. Ha insegnato con continuità in varie scuole statali e private dal 1978 al 31 agosto 2011, data del pensionamento. Nel 1983 si è laureata in Sociologia presso l’università di Trento.

Ha esposto alla 3^ biennale di pittura e grafica della Valle dei laghi (1977) ottenendo il primo premio fuori concorso per la grafica con l’opera “ L’orecchio di Dioniso”. Ha anche partecipato successivamente ad una mostra organizzata successivamente dalla Valle dei laghi e a una collettiva organizzata dalla rivista Arcobaleno a Trento nel palazzo della Regione. Ha disegnato alcune tavole a colori ( figure femminili vestite con costumi popolari) per l’opera “ Proverbi del Trentino” dell’etnologo Umberto Raffaelli (Giunti –Martello editore 1981). Ha dipinto una vetrata dedicata a Don Bosco nella scuola media “Maria Ausiliatrice” di Trento ove ha insegnato per più di 20 anni. Dopo la nascita della prima figlia nel 1983 ha notevolmente ridotto l’attività di produzione artistica fino all’anno di pensionamento e non ha più partecipato a mostre. Dopo tale data ha ripreso l’attività con opere nuove o rivedendo o completando opere iniziate prima del 1983 .

Nel 2012 ha partecipato alla IV edizione del premio "Chimera Arte Arezzo".

Pur privilegiando la grafica come mezzo di espressione, si è cimentata anche con opere ad olio e tecniche miste . Opera su supporti di carta, tela e piastrelle di ceramica e legno. Nel dipingere lascia spesso molto spazio all’improvvisazione tracciando inizialmente linee che scaturiscono dall’inconscio per poi “scoprire” cosa possono “dire”: le linee e i colori che man mano si aggiungono sono come le nuvole che in cielo mutano costantemente di forma e si lasciano interpretare in modo creativo evocando immagini familiari che però presto si dileguano per lasciare spazio ad un susseguirsi di altre immagini . Pertanto nel corso dell’elaborazione l’autrice cambia spesso idea sull’oggetto dell’opera poiché l’aggiungersi di nuove linee e colori le suggerisce altre visioni. Tendenzialmente un suo quadro non è mai finito poiché guardandolo le vengono in mente altre possibilità…L’apposizione di un titolo la costringe a dichiarare finita un’opera che dal suo punto di vista può non esserlo mai . Pur non disdegnando altre forme di espressione, privilegia un astrattismo parziale nel senso che alle forme astratte associa spesso elementi figurativi seppur non realistici.